
I gourmet fiorentini hanno oggi una nuova casa. Anzi, una vecchia casa, opportunamente “spolverata” e riportata a nuovo. Sarebbe
ridicolo infatti parlare di nuovo quando si parla di Sabatini, un nome che di per se è uno spaccato di vita di Firenze. Sabatini con
i suoi oltre ottant’anni di storia è da sempre lì, rassicurante, in via
Panzani, nel cuore antico della città a metà strada fra il Duomo e
la Stazione, anche se ultimamente il suo stretto legame con la città
si era un po’ affievolito su posizioni di rendita e l’eccessiva simpatia
per il mercato estero.
Oggi tutto è cambiato e Sabatini, grazie alla virata strategica della nuova proprietà, torna ad essere quel piccolo grande scrigno di storia, bellezza e sapori dove la cultura si mescola fra le le pappardelle e la bistecca. Carlo Lazzerini e Claudio Schiavi sono stati in grado di rilanciare l’appeal del ristorante sopratutto verso la città: “Ci piacerebbe - racconta Lazzerini -

che Sabatini
tornasse, dopo aver puntato sull’internazionalità aprendo tre
dependance in Giappone (di cui la prima in tempi non sospetti, il 1980) ad abbracciare i fiorentini. Del resto il locale è stato il primo ristorante “di lusso” quando ancora
i grossi nomi dovevano arrivare.
Di Sabatini hanno parlato i libri dello statista Spadolini e gli stornelli tradizionali fiorentini, ed è con una cena qui “si pagavano le
scommesse”.
Una scommessa vinta solo basandosi sul perfetto equilibrio fra necessaria internazionalità e rispetto per i fiorentini “vicini di
casa” dove in cucina vanno a braccetto tradizione e qualità. E allora provate ad entrare nel locale in via Panzani dove sarete colpiti anche dal valore aggiunto di quel savoir
faire tipicamente “made in Sabatini”.
Sedetevi fra la calda accoglienza del legno e buttando l’occhio allo spettacolare giardino d’inverno oppure sulle pareti dove, ingialliti nelle loro cornici, vi salutano allegri dopo una “mangiata” da Sabatini, personaggi del calibro, ad esempio, di Primo Carnera...
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